//Ius Soli, euro ed esercito industriale di riserva (di Giuseppe PALMA)

Ius Soli, euro ed esercito industriale di riserva (di Giuseppe PALMA)

Lo avrò scritto migliaia di volte: l’euro, essendo un accordo di cambi fissi, impedisce agli Stati di intervenire sul cambio per poter tornare ad essere competitivi, costringendoli a scaricare il peso della competitività sul lavoro attraverso la riduzione dei salari e la contrazione delle garanzie contrattuali e di legge in favore del lavoratore.

Le garanzie costituzionali, con l’euro, diventano pertanto lettera morta!

Ciò detto, per poter salvare l’euro, occorre non solo ridurre i salari, ma bisogna soprattutto smantellare le tutele costituzionali in favore dei lavoratori. Riforma Fornero e Jobs Act ne sono un esempio tangibile. Idem la Loi travail in Francia ed Hartz IV in Germania.

Ma non basta. Occorre creare una guerra tra poveri affinché il lavoratore, pur di lavorare e non morire di fame, accetti condizioni di lavoro schiavistiche e salari ridotti. E quale migliore occasione se non quella di far arrivare in Europa milioni di persone pronte alla manovalanza in grado di accettare 2-3 euro per ogni ora di lavoro? Gli italiani, a quel punto, invece di pretendere (giustamente) una paga dignitosa da 10-15 euro l’ora, dovranno ridimensionare le pretese avvicinandosi a quelle degli immigrati. In tal modo l’euro è salvo! E poco importa se la Costituzione sia totalmente smantellata! Ce lo chiede l’Europa!

La legge sullo Ius Soli, se approvata, concederebbe la cittadinanza a milioni di figli di immigrati nati nel nostro Paese, i quali, grazie all’ottenimento della cittadinanza, sarebbero italiani a tutti gli effetti. Quindi non vi sarebbe neppure un’eventuale rivendicazione italiani-stranieri: la lotta per la sopravvivenza sarebbe solo tra “italiani”, con la differenza di aver aumentato esponenzialmente il numero di poveri allo scopo di creare le perfette condizioni per una concorrenza spietata che miri alla riduzione dei salari e allo smantellamento delle garanzie costituzionali in favore dei lavoratori italiani. Ce lo chiede l’Europa! 

Karl Marx ne “Il Capitale” parlava di esercito industriale di riserva, cioè di quella enorme forza lavoro di manovalanza in grado di tutelare e salvaguardare gli interessi e le finalità del capitale a scapito delle retribuzioni e dei diritti fondamentali del lavoratore!

E’ pur vero che il “nostro” Ius Soli sarebbe temperato (quindi non uno Ius Soli puro), ma è altrettanto vero che – qualora approvato – incentiverebbe una guerra tra poveri a scapito non solo di quanto premesso, ma anche del benessere generale. Da Monti in poi, infatti, allo scopo di salvare l’euro, siamo costretti a vivere ogni giorno sotto il continuo attacco di ricette economiche criminali e neo-naziste!

Ad avallare il crimine, oltre ai nostri governanti illegittimi e ai giornalai di regime, ci sono anche i sedicenti intellettuali, cioè quegli scribacchini salariati a libro paga del capitale internazionale, che hanno avuto l’ardire di firmare addirittura un manifesto in favore della legge sullo Ius Soli. Esattamente come fecero contro il commissario Calabresi!

Il tutto per mano di un Parlamento eletto con meccanismi elettorali dichiarati incostituzionali e in grave alterazione del principio di rappresentatività democratica (Corte costituzionale, Sent. n. 1/2014; Corte di Cassazione, Sent. n. 8878/2014)!

Tuttavia, io preferisco ricordarmi delle parole di Sciascia: “se mi chiamano intellettuale, non mi volto“!

Svegliati popolo! Se non farai nulla, tra qualche anno sarai definitivamente schiavo! 

Giuseppe PALMA