ESPLODE ORDIGNO SOTTO L’AUTO DELL’EX PREMIER TECNICO AD ATENE. PRIMA O POI I TARGET VENGONO INDIVIDUATI (di Caterina BETTI)

Intorno alle 18:45 arriva la notizia, diffusa dai media locali, che ad Atene un ordigno è esploso sotto l’auto di Loukas Papademos. La Polizia greca, che sta indagando, afferma che gli esecutori si sono organizzati mandando un libro contenente il dispositivo con tanto di “Accademia di Atene” (di cui è membro) come mittente. Il tutto calcolato nel dettaglio dunque.

Governatore della Banca di Grecia dal 1994 al 2002, ha traghettato la Grecia nell’entrata nell’Eurozona ed è in seguito diventato Vicepresidente della BCE fino al 2010. Dal novembre 2011 a maggio 2012 ha ricoperto il ruolo di premier del governo tecnico greco. Il governo di Papademos è una chiave di volta strategica all’interno di quella che (speriamo) verrà ricordata dalla storia come l’opera di distruzione e di sottomissione del popolo greco. Dopo il predecessore Papandreou, che aveva già avviato le procedure pesanti di austerity con la messa in mobilità di 30mila dipendenti statali, ulteriori tagli alle pensioni e prolungamento della tassa sugli immobili, solo un governo tecnico può portare avanti le stesse politiche imposte da quella entità chiamata “troika” (un mostro a tre teste formato da FMI, BCE e Commissione UE) senza doverne rispondere al popolo. 
Mentre le agenzie di rating danno per certo il default della Grecia (e vi ricordiamo che ovviamente solo un paese senza sovranità monetaria può fallire in barba a quanti negano il ricatto dell’averla ceduta in toto), il governo si appresta ad approvare un nuovo pacchetto di austerità che ha scatenato l’ira del popolo greco in piazza Syntagma, che si fece teatro di scontri violenti e numerosi manifestanti, proprio quelli che vediamo sempre più spesso. Le agenzie continuarono a ribassare il rating greco dichiarando il paese sull’orlo del default e minacciando enormi fughe di capitali, per costringere il popolo “democraticamente” a scegliere ulteriori politiche di austerity.

Non sono pochi i quotidiani che ci ricordano altri tentativi, come quello avvenuto alla sede del Fondo Monetario Internazionale o un altro diretto a Wolfgang Schaeuble. Insomma, la disperazione causata da questi uomini che hanno portato avanti politiche ingiustificatamente disumane ha portato alla ricerca di una vendetta. I criminali economici sembrano sempre meno perfidi di quelli che agiscono con armi fisiche, ma i primi hanno sicuramente fatto molti più morti nella storia di questa Unione Europea (e non solo se pensiamo ai morti per l’applicazione di veri e propri regimi neoliberisti, l’America del Sud è un esempio lampante). La Grecia è la dimostrazione che i “60 anni di pace” tanto sbandierati sono una gigantesca frottola, un titanico falso storico. 
E l’episodio di oggi mostra che chi ha sofferto per questi crimini ha individuato il target da colpire; come vedete l’epilogo del conflitto non è così lontano, a giudicare dai fatti. L’unica via è risolverla con la Costituzione e non nel sangue. Il mezzo c’è.

Caterina BETTI

(Articolo pubblicato sulla pagina facebook “Economia Democratica” il 25 maggio 2017:

https://m.facebook.com/EcoDemOrg/photos/a.1452104485085636.1073741828.1449454232017328/1680493252246757/?type=3)

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