Osservazioni sulla proposta di Stiglitz di creare due aree valutarie (di Giuseppe PALMA)

Con il suo ultimo libro pubblicato nell’agosto 2016 (“L’Euro. Come una moneta comune minaccia il futuro dell’Europa”, edito in Italia da Einaudi nel 2017), il premio Nobel per l’economia Joseph Stiglitz proponeva – al fine di salvare l’intero progetto europeo – di riformare integralmente l’euro, ritenuto il vero motivo per cui l’Unione Europea – e l’intera Eurozona – sono destinate a fallire.

Stiglitz proponeva infatti due diverse aree valutarie, cioè un euro per i Paesi del nord e un euro per quelli del sud, dove questi ultimi avrebbero la possibilità di far fluttuare il cambio (entro una certa misura) rispetto alla moneta del nord e alle altre valute. Esperimento tuttavia già miseramente fallito con lo SME ma che – a seconda della forbice di fluttuazione – potrebbe funzionare. Il premio Nobel consigliava altresì che la BCE – modificando il proprio statuto – dovrebbe garantire gran parte dei debiti pubblici di tutti gli Stati dell’Eurozona (cioè diventare prestatrice illimitata di ultima istanza), soluzione che la Germania fa fatica anche solo a prendere in considerazione.

Stiglitz ci diceva anche che l’Italia non dovrebbe far parte della stessa area valutaria della Germania, essendo noi ed i tedeschi i maggiori Paesi esportatori e quindi i principali competitor nell’export  in una comparazione continentale infra-Stati. E ciò alla luce del fatto che l’Italia soffre in modo ineguagliabile ben vent’anni di cambi fissi che invece hanno avvantaggiato a dismisura la Germania (vedesi i dati sul surplus commerciale tedesco).

Ovvio che, con queste premesse, la Germania non ne vuole sapere!

La proposta di Stiglitz, benché io sia fermamente convinto che l’unica via di salvezza per l’Italia sia quella del pieno ripristino della sovranità monetaria, è certamente molto interessante.

Ma state tranquilli… Macron, Merkel e Juncker non la metteranno in pratica. I vari Rothschild, Soros, Goldman Sachs e JPMorgan, di cui Macron e Co. sono diretta espressione ovvero al diretto servizio, tenderanno a portarci verso sempre maggiori e criminali cessioni di sovranità nazionali in favore della tirannica sovrastruttura europea, cercando di salvare l’attuale struttura della moneta unica, la quale – per poter sopravvivere – ha bisogno sia dello smantellamento della democrazia costituzionale che della soluzione capestro rappresentata dalla completa svalutazione del lavoro (riduzione dei salari e contrazione delle garanzie contrattuali e di legge in favore del lavoratore), non essendo più possibile con l’euro intervenire sul cambio (ecco perché Stiglitz ha avanzato la proposta delle due aree valutarie con possibilità di far fluttuare il cambio).

I tiranni di Bruxelles stanno semmai pensando NON ad un euro a due velocità, bensì ad un’Europa a due velocità (che sono due cose totalmente diverse) dove gli Stati dell’Eurozona farebbero parte del vagone di testa costringendoli a cedere sempre più ampie porzioni di sovranità nazionali verso il definitivo smantellamento delle Costituzioni e dei principi inderogabili in esse scolpiti!

Il Vecchio Continente è dunque destinato a schiantarsi contro la sua stessa cecità. Peccato che a pagarne le conseguenze saremo solo noi cittadini…

Resto tuttavia convinto che l’unica via di salvezza per l’Europa sia quella non solo del ripristino della sovranità monetaria di ciascuno Stato, ma anche – e soprattutto – quella del pieno ripristino ed attuazione dei principi fondamentali inseriti nelle Costituzioni degli Stati membri. L’Unione Europea va smantellata! Al suo posto dovremmo avere Stati sovrani, capaci di autodeterminarsi, che collaborino e cooperino tra di loro per la pace, la prosperità e la tutela dei diritti fondamentali.

Avv. Giuseppe PALMA

 

 

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