//L’euro, per sopravvivere, non ha bisogno di Macron ma di svalutazioni interne dolorose: parola di Paul De Grauwe (di Giuseppe PALMA)

L’euro, per sopravvivere, non ha bisogno di Macron ma di svalutazioni interne dolorose: parola di Paul De Grauwe (di Giuseppe PALMA)

Da quando è entrata nell’euro, l’economia italiana è andata malissimo. Il Pil pro capite è più basso di com’era nel 1999 al momento della creazione della moneta unica. Questo significa che la popolazione italiana nel suo complesso oggi è più povera […]”. Inizia così l’articolo del prof. Paul De Grauwe apparso oggi su IlSole24Ore, che conclude: “[…] L’inevitabile conclusione è che l’Italia non funziona bene in un’unione monetaria. Le sue istituzioni politiche la rendono inadatta all’Eurozona. Se queste istituzioni politiche non cambieranno radicalmente, l’Italia sarà costretta a lasciare la moneta unica: non può rimanere ferma a guardare il suo tessuto economico che continua a deteriorarsi. Prima dell’arrivo dell’euro, quando l’Italia aveva una propria moneta, capitava spesso che perdesse competitività a causa dell’inflazione, ma riusciva sempre a ripristinarla attraverso le svalutazioni. Questo aveva creato un modello economico con frequenti crisi valutarie e inflazione alta. Non era un granché, ma almeno era coerente con la debolezza delle istituzioni politiche. In assenza di istituzioni politiche più forti, l’Italia dovrà prepararsi a un’uscita dall’euro nel prossimo futuro” (Fonte: http://www.ilsole24ore.com/art/commenti-e-idee/2017-05-09/politiche-piu-forti-o-l-italia-potrebbe-lasciare-l-euro-202859_PRV.shtml?uuid=AEbrM2IB).

Il prof. De Grauwe (70 anni, docente di economia politica europea alla London School of Economics and Political) mette dunque in evidenza la necessità – se si vuole restare nell’euro, quindi nell’impossibilità di poter tornare ad essere competitivi attraverso la leva del cambio che con la moneta unica non è più utilizzabile – di porre in essere una serie di misure dolorose (svalutazione interna!) che investano istituzioni politiche (quindi riforme istituzionali) e mercato del lavoro (riduzione dei salari e contrazione delle garanzie contrattuali e di legge in favore dei lavoratori).

L’articolo è agghiacciante, ma sottolinea alcune verità altrettanto terrificanti: per poter sopravvivere, l’euro ha bisogno di quelle riforme strutturali che investano sia le istituzioni politiche (che tradotto significa una riforma costituzionale che esautori il Parlamento a vantaggio di Governi forti, cioè eletti con sistemi elettorali a forte vocazione maggioritaria a prescindere dai meccanismi di democrazia costituzionale insiti nella Costituzione del 48′), sia i diritti fondamentali connessi al rapporto di lavoro (sul punto, riforma Fornero e Jobs Act vanno già in questa direzione)!

Ciò detto, non sarà certamente l’elezione di Macron o la rielezione di Angela Merkel a salvare l’euro, anzi, tutt’altro! Perché l’euro sopravviva sono necessarie le amare misure di cui sopra: lo smantellamento della Costituzione al fine di avere istituzioni politiche più forti (esattamente quello che prevedeva la riforma Renzi-Boschi fortunatamente bocciata dal popolo in sede referendaria) e una serie di svalutazioni interne strettamente attinenti al mercato del lavoro che cancellino, o quantomeno limitino, i diritti fondamentali a tutela dei lavoratori!

L’articolo odierno di De Grauwe è preceduto dalle dichiarazioni di due giorni fa del presidente della Consob, Giuseppe Vegas, il quale ha espressamente dichiarato: “L’Italia dovrà preparasi ad affrontare la nuova situazione che si profila, non potendo più contare sul puntello esterno della leva monetaria”. Sapete cosa vuol dire questo? Finito il Quantitative Easing della BCE, mancando quelle riforme criminali necessarie al mantenimento dell’euro e non potendo più far leva sulla svalutazione della moneta, si profileranno tutte le problematiche cui ha fatto sinora scudo la BCE con il QE! Tradotto, o facciamo le riforme strutturali richieste dall’UE (smantellamento della democrazia costituzionale e svalutazione del lavoro) oppure saremo costretti ad uscire dall’euro (che nell’ottica europeista sarebbe un dramma, mentre per noi l’unica via di salvezza)!

Che il buon Dio ci dia sempre la forza di resistere anche ai prossimi attacchi nei confronti della Costituzione e della democrazia costituzionale! Forse solo così, seppur in extremis, riusciremo a sconfiggere il crimine! 

Avv. Giuseppe PALMA