LACRIME E SANGUE LUNGO LA SENNA. DUE LEZIONI DALLA FRANCIA (di Caterina BETTI)

Il popolo francese ha scelto la strada dell’austerità. Sarebbe bello poter constatare quanta inconsapevolezza ci sia in questa decisione, ma non è possibile, dato che Macron da sempre si è dichiarato liberista ed entusiasta delle politiche imposte dai Trattati Europei.

Il fiero popolo francese si è arreso alla propaganda martellante e alla populismofobia che in Marine Le Pen, a detta di ogni singolo media, trovava manifestazione. Ha preferito far scegliere alle ingerenze straniere di FMI, Obama, Merkel, Juncker, banche mondiali, eccetera eccetera. Ne dobbiamo prendere atto.

L’€uro, elemento di ricatto per eccellenza e forza di occupazione, ha svolto perfettamente il suo compito. Inoculando il terrore verso le ritorsioni da oltre confine che la Gran Bretagna nel caso Brexit non aveva motivo di temere, avendo sovranità monetaria.

Da qui la prima lezione (se già non era chiaro):

1) l’€uro è un pericolo per le decisioni democratiche e funge da arma di ricatto.

Datemi una moneta e mi infischierò di chi ne fa le leggi” (…e dei ricatti o ingerenze di qualsiasi genere, aggiungerei)  Frase di De Rothschild… ironia della sorte, famiglia di celeberrimi banchieri a livello mondiale per la quale lavorò proprio il nostro Macron.

La seconda lezione che ci regala questo ballottaggio è:

2) il passato conta.

Purtroppo il cognome Le Pen è ancora troppo pesante per gli elettori francesi (una Francia cosmopolita, ricordiamolo) e i contenuti non riescono ad oltrepassarlo. I conti dell’estrema destra si sono presentati tutti insieme nella partita più importante, quella che avrebbe potuto evitare ai francesi il periodo più buio della loro storia. L’immediato futuro.

Per questo servono forze distaccate da qualsiasi fumus passato ed unificanti sotto la bandiera della Costituzione, altrimenti la partita è persa in partenza.

Detto ciò, per la Francia si prospettano lacrime e sangue. Buona austerità!

Caterina BETTI

 

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