72 anni dalla morte di Mussolini: “ai posteri l’ardua sentenza”! (la testimonianza di Vetullio MUSSOLINI)

Autore di questo articolo: avvocato Vetullio Mussolini.

Chi scrive questo articolo è il figlio di Tullio Mussolini, maggiore della regia aeronautica e cugino del duce (mio nonno, cioè il papà di mio padre, era fratello del papà di Benito Mussolini).

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Il 28 aprile di 72 anni fa moriva Benito Mussolini, o, meglio, veniva ucciso il fondatore e capo del fascismo. A tutt’oggi non è ancora ben chiaro, al netto della “versione ufficiale”, chi sia stato l’esecutore materiale e chi siano stati i veri mandanti, oltre che le modalità dell’uccisione. La storiografia ufficiale, cioè quella scritta dai vincitori, ci racconta una versione che – da più parti – è stata sonoramente smentita. A tal proposito ricordo che quando mia madre era ancora in vita (mia mamma era figlia del generale Santini), spesso le chiedevo se sapesse qualcosa in merito alla morte di Mussolini, visto che lei era stata l’ultima persona della famiglia ad averlo visto a Como prima della partenza verso la Valtellina (io sono infatti nato ad Erba cinque mesi prima della morte del duce). Silenzio assoluto, fino alla morte, da parte di mamma, che mai ha voluto rispondere alla mia domanda. Una volta, a seguito della mia ennesima richiesta, spazientita mi rispose di stare certo che Mussolini non era morto così come si raccontava, ma che, per motivi di sicurezza ed incolumità fisica della famiglia, era meglio che lei non rivelasse ciò che sapeva, anche perché ai famigliari più stretti era stato imposto l’assoluto riserbo sull’argomento.

Del resto, tante circostanze ed avvenimenti storici succedutisi alla caduta del fascismo sono avvolti da misteri e, il più delle volte, da falsità. Come ad esempio i risultati relativi al referendum istituzionale del 2 giugno 1946. Parecchi anni fa parlai con un distinto signore – di cui non ricordo il nome, oggi defunto – che ha lavorato al ministero degli Interni fino alla fine degli anni Cinquanta, il quale mi riferì dell’occultamento di molte schede in favore della monarchia. E parecchi sospetti desta anche il risultato alle elezioni politiche del 1948, dove il Fronte Democratico Popolare (composto da PCI e PSI) prese molti meno voti della Democrazia Cristiana: circostanza parecchio dubbia visto che, appena due anni prima – in occasione dell’elezione dell’Assemblea Costituente – la sommatoria dei voti di PCI e PSIUP superava i voti della DC. A tal proposito sono convinto che Palmiro Togliatti, capo indiscusso del Partito Comunista Italiano, avesse ben compreso che – dopo gli accordi di Jaltal’Italia non avrebbe potuto discostarsi dagli equilibri geopolitici disegnati dalle potenze vincitrici.

Tornando invece alla morte di Benito Mussolini, senza retorica alcuna e senza voler cambiare la storia o riscriverla, bisognerebbe dare atto che il suo ricordo è oggi rafforzato dalla forma di neo-nazismo rappresentata dalla tirannia €urocratica e finanziaria, ben peggiore del regime fascista.

Inoltre, ogni anno, centinaia di persone si recano a rendere omaggio alla tomba di Mussolini, che trovasi a Predappio. Qualche anno fa, infatti, mi trovavo a Cesena per impegni professionali. Al ritorno volli fermarmi al cimitero di Predappio dove si trova anche la tomba di mio padre, che non ho mai conosciuto perché ucciso da un aereo badogliano cinque mesi prima che io nascessi. Era il mese di novembre, prime ore del pomeriggio di un semplice martedì, e notai – dal registro che si trova sulla tomba – che parecchie decine di messaggi di cordoglio giornalieri erano già stati firmati nei confronti e in ricordo del defunto Benito Mussolini.

La storia è storia, e i morti sono tutti uguali, pertanto tutti meritano rispetto, checché ne dica l’attuale Presidente della Camera dei deputati!

Il fascismo è morto il 28 aprile 1945 con la morte del suo ideatore. Oggi, a distanza di 72 anni, parlare di fascismo è da stupidi! Semmai, per essere onesti, oggi domina incontrastata una forza dirompente di neo-nazismo impersonata dalla tirannide €urocratica che, smantellando la Costituzione e i diritti fondamentali in essa sanciti, sta distruggendo libertà e diritti!

Ai posteri l’ardua sentenza!

Avv. Vetullio MUSSOLINI

 

2 pensieri su “72 anni dalla morte di Mussolini: “ai posteri l’ardua sentenza”! (la testimonianza di Vetullio MUSSOLINI)

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  2. La commemorazione dei 50.000 caduti della Repubblica Sociale ha suscitato il clamore di personaggi non limpidi: Figure tristi che si ammantano di anti-fascismo dopo aver consegnato l’Italia a una ben peggiore dittatura teocratica e a un’Europa filo-tedesca. Di Mussolini e della sua morte si parla senza certezze. Tacciono i protagonisti di quegli anni tristi, tacciono i Savoia. Il silenzio sulla sua guerra, sulla sua morte senza processo e su quella inutile di Claretta Petacci fu garantito con le minacce, con l’oro di Dongo, della Banca d’Italia e con due milioni e mezzo di sterline consegnate da Churchill a Togliatti; certo, invece, è che la guerra portataci in questi anni dalla dittatura teocratica finanziaria concluderà la sconfitta militare, materiale e morale del 1943. L’Italia, sembra, non debba più esistere politicamente e industrialmente e, allora, anche i morti fanno paura.

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