“NEOLIBERISMO E MANIPOLAZIONE DI MASSA”. Il primo libro dell’economista Ilaria BIFARINI

La mia amica Ilaria BIFARINI, economista bocconiana (di laurea ma non di pensiero), ha scritto e pubblicato il suo primo libro, intitolato: “Neoliberismo e manipolazione di massa“, Amazon, aprile 2017, uscito questa mattina in e-book:

Prefazione al libro del prof. Nino GALLONI:

“Neoliberismo e manipolazione di massa” di Ilaria Bifarini si inserisce autorevolmente nel filone critico dell’economia politica e delle tecniche di gestione della popolazione che, da oltre mezzo secolo, sono state le protagoniste delle problematiche di sostenibilità e controllo.

Da noi citerei Marco della Luna, ma, ripeto, il filone è ricchissimo – come la stessa Bifarini documenta – sia a livello nazionale che internazionale.

Il punto centrale della ricerca, tuttavia, a mio avviso, riguarda il tema del ripristino o, meglio, della esplorazione di un modello economico compatibile col “ritornare a un’economia umana”.

Ilaria propone, infatti, la revisione radicale delle scelte degli anni ’90 (ma molti errori di impostazione risalgono al decennio precedente) che hanno tirato la volata ad una globalizzazione del tutto distorta ed allo strapotere del sistema bancario e finanziario.

Ma basterebbe tornare a un modello capitalistico espansivo per ottenere la centralità dell’uomo nell’economia e non quella della moneta e della finanza? Ilaria, peraltro, pur definendosi “una bocconiana redenta” (vale a dire non più filoliberista), sembra non ritenere sufficiente una mera rivisitazione di Keynes.

Tuttavia, allo scopo di rimettere o, più esattamente, di mettere (per la prima volta dopo secoli e millenni) l’uomo al centro occorrono, forse, due ulteriori passaggi che vadano veramente oltre non solo il liberismo, ma anche il capitalismo stesso.

Infatti, sinché le scelte saranno orientate dal livello di redditività, cosa può impedire che il comparto più redditizio (per avventura quello finanziario) prevalga sulla cosiddetta economia reale? E, lo stesso, nell’ambito di quest’ultima: occorre, quindi, un modello dove la redditività non sia obiettivo ma mera opportunità ovvero dove tutti i bisogni sociali trovino risposta produttiva anche se non propriamente “di mercato”.

La seconda questione riguarda la moneta. Occorre partire da un’economia monetaria consapevole dove siano nettamente distinte la funzione produttiva legata alla non scarsità di moneta e quella della disponibilità di mezzi di pagamento.

Da qui deve ripartire o partire la ricerca: il limite o scarsità di moneta si trasferisce sulla producibilità dei beni e dei servizi richiesti dalla società; mentre attende regolazione il grande tema della disponibilità dei mezzi di pagamento. Uguali per tutti? Disponibili in base ai bisogni di base, ai meriti, alle capacità?

Ecco, il testo di Ilaria spinge la riflessione anche in una direzione di questo genere.

Questa la prefazione di Nino Galloni.

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Coloro che volessero acquistare l’e-book, potranno farlo direttamente da Amazon:

Brava Ilaria! Il tuo è un prezioso contributo al fine di giungere all’obiettivo finale, comune a tutti noi, di ripristinare il modello economico keynesiano sancito nella nostra bellissima Costituzione!

In bocca al lupo da lacostituzioneblog.com

Giuseppe PALMA

 

 

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