La regina Elisabetta II ha apposto il Royal Assent: è BREXIT (di Giuseppe PALMA)

La novantunenne regina d’Inghilterra, Elisabetta II, ha apposto il Royal Assent sulla legge che dà il via libera alla Brexit. In pratica, Sua Maestà ha promulgato la legge con la quale il governo britannico presieduto da Theresa May è autorizzato ad avviare la procedura formale di divorzio dall’Unione Europea.

Il percorso, dal 23 giugno dello scorso anno (quando il popolo della Gran Bretagna votò democraticamente per l’uscita dall’UE), è stato tutt’altro che facile.

Inizialmente l’establishment tentò – goffamente a dire la verità – di far ripetere il referendum attraverso una campagna di sensibilizzazione che sin da subito si rivelò totalmente manovrata, per poi arrivare alle carte bollate vere e proprie. Un gruppo di uomini e donne d’affari chiesero infatti all’autorità giudiziaria di inibire il governo May dall’avviare la procedura d’uscita senza un voto preventivo da parte di Westminster (il Parlamento britannico), essendo il referendum del 23 giugno un voto meramente consultivo. E dopo due gradi di giudizio la magistratura ha dato ragione ai ricorrenti. Per questo il governo May ha presentato in Parlamento un disegno di legge che autorizzi l’esecutivo ad avviare la procedura prevista dall’art. 50 TUE, senza alcuna condizione da imporsi al governo medesimo. La Camera dei Comuni (la Camera bassa) l’approvava a larghissima maggioranza, mentre la Camera dei Lord approvava due emendamenti: l’uno che prevedeva di non applicare alcuna misura restrittiva nei confronti degli immigrati UE già in Gran Bretagna, il secondo di riservare al Parlamento un voto finale sull’esito e sul contenuto delle trattative con l’Unione Europea. Il provvedimento, tornato alla Camera bassa, veniva approvato – sempre a larghissima maggioranza – nella versione originaria proposta dal governo, respingendo gli emendamenti dei Lord.

Ieri, giovedì 16 marzo, la regina ha apposto il Royal Assent sulla legge! E’ Brexit, anzi, hard brexit, come l’ha definita il primo ministro britannico!

Entro la fine di questo mese il governo May invierà quindi comunicazione ufficiale al Consiglio europeo ex art. 50 TUE con la quale si aprirà la fase di recesso della Gran Bretagna dall’Unione Europea, le cui trattative dovrebbero durare circa due anni, o forse un po’ di più.

L’establishment europeista, pensando di complicare la strada della brexit, ha tentato di porvi un freno attraverso un passaggio parlamentare che avrebbe potuto produrre pesanti limitazioni nei confronti del governo nelle trattative con l’UE. Ma il risultato è stato esattamente l’opposto: ora il primo ministro conservatore Theresa May non solo agirà in forza della sovranità popolare, ma anche del pieno ed incondizionato assenso da parte del Parlamento britannico. Diciamo che l’establishment ha sbagliato i tempi: se avesse fatto presentare il ricorso dopo l’avvio ufficiale delle trattative, il governo si sarebbe trovato davvero in grandi difficoltà. Per fortuna è accaduto tutto prima. In tal modo Theresa May agirà non solo in nome del popolo britannico, ma anche dei suoi rappresentanti! Il tutto con il sigillo reale!

La democrazia britannica, in tutte le sue forme, ha vinto sulla tirannia europea!

Giuseppe PALMA

 

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