//I tiranni di Bruxelles chiedono all’Italia di aumentare l’IVA al 24%. Il pupo Gentiloni obbedisce (di Giuseppe PALMA)

I tiranni di Bruxelles chiedono all’Italia di aumentare l’IVA al 24%. Il pupo Gentiloni obbedisce (di Giuseppe PALMA)

L’Unione Europea, cioè quella costruzione tirannica che stritola quasi mezzo miliardo di persone, ha chiesto all’Italia di aumentare l’IVA ordinaria dal 22% al 24%, mentre quella agevolata dal 10 al 13%.

La richiesta si colloca nella pretesa – da parte dei tiranni di Bruxelles – di spostare il carico fiscale dal lavoro ai consumi.

La miopia della sovrastruttura europea non è cosa di oggi. A Bruxelles (e a Berlino) non si rendono conto che, incidendo negativamente sui consumi, diminuiscono anche il PIL e l’occupazione.

A tal proposito occorre ricordare la formula della Domanda Aggregata: Consumi interni (C)+ Investimenti privati (I) + Spesa Governativa (G) + Esportazioni nette (X), cioè esportazioni-importazioni.

Come si evince dalla formula, incidendo negativamente sui consumi (C) in un periodo in cui la Spesa Governativa (G) è continuamente soggetta a richieste di tagli selvaggi e le esportazioni nette (X) soffrono in una comparazione infra-Stati (soprattutto nei confronti della Germania, nostro maggior competitor nell’export), le conseguenze saranno quelle di una contrazione del PIL e di un impatto negativo sul lavoro. Ricordo al lettore che la disoccupazione è ancora al di sopra dell’11% (a gennaio 2017 all’11,9%, cioè +0,3% rispetto a gennaio 2016) e non tende a scendere, anzi, considerato che da quest’anno non vi saranno più nemmeno gli incentivi per la decontribuzione, appare evidente che a fine anno potremmo ritrovarci con un tasso di disoccupazione come quello del 2013-2014 (intorno al 13%!).

Ma a Bruxelles non importa assolutamente nulla. Per i tiranni è necessario porre in essere misure lacrime e sangue per mantenere in vita il progetto criminale chiamato EURO!

E il Presidente del Consiglio Gentiloni, pupo della Merkel, obbedirà esattamente come hanno fatto fin qui Monti, Letta e Renzi!

 

Giuseppe PALMA