Berlusconi propone la DOPPIA MONETA: “cavallo di Troia” o progetto fallimentare? (di Giuseppe PALMA)

Che Silvio Berlusconi sia personalmente contrario all’euro non v’è dubbio. Le plurime testimonianze su quel terribile 2011 non lasciano spazio ad interpretazioni: Berlusconi e Tremonti avviarono, seppur solo informalmente e a livello confidenziale, minime indagini per imbastire un”uscita ordinata dell’Italia dall’euro. Per questo il Governo Berlusconi IV fu destituito con un autentico e moderno colpo di stato in salsa italo/europea.

L’ex Presidente del Consiglio sa perfettamente come funziona l’euro e sa anche che questo è un crimine, ma, allo stesso tempo, non può dichiarare in pubblico di sostenerne l’abbandono sia perché le sue aziende sono quotate in borsa e pertanto sarebbero oggetto di ritorsioni, sia perché alcuni falchi del suo partito – da Antonio Tajani a Lara Comi – sono euristi senza scrupoli (hanno certamente la loro convenienza personale a sostenere la moneta unica).

Ma il Cavaliere sa perfettamente che, continuando sulla strada dell’euro, il Paese è destinato a morte certa.

Per questo pochi giorni fa ha presentato una proposta di DOPPIA MONETA, vale a dire una MONETA PARALLELA all’euro. Quindi una nuova moneta nazionale (nuova lira) che funzionerebbe pressappoco come le AM-LIRE del primo dopo guerra, che Berlusconi ricorda benissimo perché mamma Rosa lo mandava a fare la spesa con quelle.

In pratica funzionerebbe così: per le transazioni con l’estero, le operazioni bancarie, i rapporti debito/credito e il debito pubblico verrebbe mantenuto l’euro, mentre per gli scambi interni verrebbero utilizzati sia l’euro che la nuova moneta nazionale, che tutti sarebbero obbligati ad accettare come mezzo di pagamento.

La nuova lira verrebbe distribuita gratuitamente a tutti i cittadini italiani in un ammontare prestabilito e, dopo due anni, potrà essere convertita in euro dal Tesoro e la si potrà utilizzare per pagare le tasse (quindi le verrebbe attribuito valore intrinseco?) o debiti verso la Pubblica Amministrazione.

A mio parere, seppur non sia da scartare a priori, la proposta della doppia moneta potrebbe NON funzionare. E ciò in ordine a diversi motivi:

1) i rapporti debito/credito continuerebbero ad essere regolati solo in euro, quindi la rata del mutuo o il canone di locazione  (che costituiscono quasi il 50% della spesa familiare) non si potrebbero pagare in nuova moneta nazionale, bensì solo in euro;

2) il debito pubblico non verrebbe convertito in nuova lira, pertanto non troverebbe applicazione il principio della lex monetae, quindi, restando in euro, non avremmo risolto alcun problema in merito alla sostenibilità del debito pubblico, anche perché privi – come adesso – di una prestatrice illimitata di ultima istanza;

3) la doppia moneta, considerata la limitatezza temporale della proposta (Berlusconi ha parlato di due anni), potrebbe essere un palliativo: trascorsi infatti i due-tre anni di esperimento, ci ritroveremo nella terribile situazione di adesso;

4) non convertendo il debito pubblico in nuova moneta nazionale, e non disponendo di una prestatrice illimitata di ultima istanza, saremmo comunque sotto perenne ricatto dei mercati, col rischio di doverci trovare nel continuare a dover rispettare i parametri forcaioli imposti dai Trattati europei, rivisti in peius dai tiranni di Bruxelles e Francoforte;

5) introdurre una moneta parallela all’euro come proposto da Berlusconi non significa riappropriarsi della sovranità monetaria. Certo, sarebbe pur sempre un ripristino minimo di sovranità sulla moneta, ma del tutto insufficiente e non risolutivo.

Tuttavia la moneta parallela potrebbe essere un “cavallo di Troia“, cioè uno strumento indiretto di distruzione dell’euro. E poi non è detto che, dopo i primi due anni di esperimento, non si pensi di utilizzarla anche come mezzo di pagamento dei rapporti debito/credito: strada facendo le si potrebbe infatti estendere il campo di applicazione, pur sempre nell’interesse nazionale. Del resto, la Rivoluzione francese non iniziò con la ghigliottina ma con la monarchia costituzionale di Mirabeau e Seyès, monarchici convinti. La Rivoluzione entrò mantenendo la Corona sulla testa del re e si sviluppò tagliando testa e Corona.

Io, tuttavia, resto dell’idea che l’unica soluzione possibile sia l’uscita dall’euro. La libertà e la sovranità sono cose serie. Per questo ripropongo il mio PIANO GIURIDICO PER USCIRE DALL’EURO:

Avv. Giuseppe PALMA

 

4 pensieri su “Berlusconi propone la DOPPIA MONETA: “cavallo di Troia” o progetto fallimentare? (di Giuseppe PALMA)

  1. Capisco le critiche, ma il sistema della doppia moneta sarebbe utile, ad esempio, per pagare i debiti delle pubbliche amministrazioni rendendo liquido il debito giá in essere e dando respiro alle aziende creditrici, sarebbe utile per pagare il wellfare e per investimenti statali. In ogni caso rimarrebbe il problema del gestire la riserva monetaria in valuta estera, qual’é comunque l’Euro, ma il problema si porrebbe lo stesso, col Dollaro e le altre valute, anche in caso di ritorno completo alla Sovranitá Monetaria.
    Concordo che la lex monetae sarebbe utile per rendere solvibile il debito pubblico, ma la doppia circolazione sarebbe una soluzione meno traumatica e piú fattibile nel breve termine, e sarebbe comunque utile per far ripartire l’economia.

  2. Grazie per il suo lavoro. Sommessamente: paLLiativo. Dopo semmai cancelli senz’altro questo commento.

  3. Pingback: Commento all’articolo  | Nicoletta Forcheri

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