Come saremo nel 2060? Più poveri e più diseguali (di Ilaria BIFARINI)

Le previsioni economiche sono strumenti utilizzati dagli economisti per anticipare scenari futuri in base all’andamento di serie storiche di dati empirici e all’applicazione di modelli teorici di sviluppo. In un rapporto del 2014, “Le sfide politiche per i prossimi 50 anni”, l’Ocse prospetta gli scenari di evoluzione da qui al 2060. Ne esce un quadro sconfortante e allarmante, le cui avvisaglie sono già riscontrabili nei fenomeni sociali e nell’economia reale. La crescita mondiale considerata a livello aggregato, ossia di Paesi Ocse (nei quali rientrano le cosiddette economie occidentali) e non Ocse, subirà un rallentamento e si attesterà a livelli di gran lunga inferiori a quelli pre-crisi. Entro il 2060 la quota dei paesi non OCSE nel PIL mondiale sarà significativamente maggiore di quella dei Paesi OCSE attuali. Per gli economisti che hanno elaborato il documento previsionale una delle cause più determinanti del rallentamento da parte delle economie avanzate risiederebbe nella diminuzione della popolazione in età lavorativa (15-74 anni), che secondo le proiezioni dovrebbe diminuire del 7%, nonostante l’aumento previsto della popolazione totale del 17%. Dunque la longevità della popolazione e la bassa natalità occidentale rappresentano la grande sfida del futuro. Vengono quindi prospettate da parte degli analisti ulteriori riforme del mercato del lavoro volte a prolungare la vita lavorativa.

Ma perché il modello economico di crescita sottostante a questo studio funzioni (inutile specificare che si tratta di quello inflessibile e dogmatico del neoliberismo) è necessario che l’Europa e gli Stati Uniti accolgano da qui al 2060 la considerevole cifra di 50 milioni di migranti. Tale accrescimento della popolazione lavorativa sarebbe funzionale a garantire le richieste di forza lavoro necessaria.

Ma quali sono gli scenari previsti dagli economisti per il mercato del lavoro?

Essendo il modello economico futuro sempre più “technology oriented”, l’automazione diminuirà la richiesta di lavoratori mediamente qualificati, che verranno opportunamente sostituti dalla tecnologia, mentre sopravvivranno quelli ad alto e basso livello di qualifica e responsabilità, cui corrisponde un correlato livello di salario.

Ne consegue un inevitabile e inarrestabile aumento del livello di disuguaglianza della popolazione: è il fenomeno già in atto della distruzione del ceto medio, elemento fondante e prerogativa del benessere delle economie occidentali. Su scala mondiale il livello di disuguaglianza da qui al 2060, mantenendo inalterato l’attuale modello economico neoliberista, potrebbe riportare un’impennata addirittura del 40% secondo le previsioni stimate.

Quindi, ricapitolando: le nostre economie saranno più povere, la disparità socio-economica tra fasce di popolazione sarà a livello dei Paesi in via di Sviluppo, i quali invece si avvicineranno sempre di più al nostro decadente modello, ma saremo tutti più globalisti e “accoglienti”!

Ilaria BIFARINI 

autrice del libro “Neoliberismo e manipolazione di massa“: https://www.amazon.it/Neoliberismo-manipolazione-massa-bocconiana-redenta/dp/1521097100/ref=sr_1_fkmr0_1?s=books&ie=UTF8&qid=1494228055&sr=1-1-fkmr0&keywords=neoliberismo+e+manipolazione+di+massa

 

ATTENZIONE! Il Parlamento italiano sta per ratificare il CETA, cioè la morte dei diritti fondamentali (di Giuseppe PALMA)

Arriva oggi in Senato il ddl per la ratifica del Trattato di libero scambio UE-Canada denominato CETA. Non è un caso che, come già accaduto per la ratifica del Trattato di Lisbona e per il Fiscal Compact, tali procedure avvengano tra giugno ed agosto, cioè quando gli italiani sono al mare impegnati nelle solite discussioni di calcio-mercato.

Ma cosa prevede il CETA? Nella sostanza, e in breve, è un accordo di libero scambio tra UE e Canada che consente alle multinazionali delle rispettive aree di esportare e vendere prodotti (EU-Canada, considerando che parecchie multinazionali americane hanno sede legale in Canada) senza trovare intralci né nelle legislazioni nazionali a tutela della salute e del lavoro, né nei diritti fondamentali sanciti dalle Costituzioni degli Stati membri come ad esempio il diritto al lavoro, alla giusta retribuzione, al giorno di riposo settimanale, all’orario di lavoro, alla retribuzione minima e così via. Trattasi dei cosiddetti “irritanti commerciali” che tanto infastidiscono le multinazionali. Con il CETA vengono definitivamente superati!

Ma v’è di più! Il CETA introduce anche un sistema di giustizia privata, il cosiddetto ISDS – Investor-state dispute settlement  cioè una forma di risoluzione privata delle controversie tra investitore e Stato. Attraverso questo sistema le multinazionali potranno non tenere conto dei diritti fondamentali vigenti negli Stati adire organismi di giustizia privata sovranazionali al fine di redimere le controversie con quegli Stati che intendessero rispettare le proprie disposizioni costituzionali a tutela – ad esempio – della salute e del lavoro!

Un vero e proprio cavallo di troia a tutela del capitale internazionale e a scapito dei diritti fondamentali.

Il CETA, già approvato dal Parlamento europeo pochi mesi fa, dovrà essere ora ratificato da ciascuno Stato membro a seconda delle procedure costituzionali di ognuno. In cambio chissà di quale incarico o beneficio (magari successivo all’attività politica) i nostri parlamentari consentiranno che sulle nostre tavole finiscano prodotti intrisi di antibiotici (rendendo gli stessi inefficaci quando ve ne sarà bisogno), condannando noi e i nostri figli alla schiavitù perenne! E chi si permetterà di alzare la testa o la voce, non troverà nello Stato un amico a difesa dei diritti fondamentali sanciti nelle Costituzioni nazionali!

Nel frattempo l’informazione di regime sonnecchia! La notizia che il Parlamento si accinga a ratificare il CETA è passata totalmente in secondo piano. Il televideo della Rai non ne fornisce neppure menzione!

Con il CETA gli Stati sono definitivamente morti! I criminali di Bruxelles continuano la loro opera distruttiva nei confronti delle Costituzioni nazionali, quindi della libertà, dei diritti fondamentali e della democrazia! E i nostri parlamentari, a libro paga del capitale internazionale, eseguono acriticamente gli ordini provenienti dalla criminale sovrastruttura EUropea!

Un Parlamento eletto con meccanismi elettorali dichiarati incostituzionali, in grave e palese alterazione dei principi di rappresentatività democratica (Corte costituzionale, sentenza n. 1/2014; Corte di Cassazione, sentenza n. 8878/2014), continua indisturbato la sua opera distruttiva della Costituzione! 

 Giuseppe PALMA

 

 

L’euro ci protegge. O no? (di Giuseppe PALMA)

Ecco tre annunci di lavoro ai tempi dell’euro.

– Requisiti richiesti per fare il portalettere: laurea con 102/110 (o diploma con 70/100)

– Requisiti richiesti per raccogliere i pomodori: diploma di ragioniere e inglese fluente

– Requisiti richiesti per addetto alle pulizie: diploma di maturità

☆☆☆

E niente… l’euro ci protegge…

Vero, “patrioti europei”? Vero, imbecilli che vi dipingete la faccia di blu stellato? Milioni di giovani idioti in giro per l’Europa a fare l’Erasmus, per poi laurearsi ed essere felici di vivere a tremila km da casa per fare i lavapiatti a 600 euro al mese per 12 ore di lavoro al giorno. Ma con la laurea in tasca e un inglese fluente.

L’euro e l’Unione Europea sono crimini contro l’umanità!

P.S. Ringrazio la signora che ha trovato gli annunci di cui sopra, postandoli sui social.

Giuseppe PALMA 

 

 

 

Ius Soli, euro ed esercito industriale di riserva (di Giuseppe PALMA)

Lo avrò scritto migliaia di volte: l’euro, essendo un accordo di cambi fissi, impedisce agli Stati di intervenire sul cambio per poter tornare ad essere competitivi, costringendoli a scaricare il peso della competitività sul lavoro attraverso la riduzione dei salari e la contrazione delle garanzie contrattuali e di legge in favore del lavoratore.

Le garanzie costituzionali, con l’euro, diventano pertanto lettera morta!

Ciò detto, per poter salvare l’euro, occorre non solo ridurre i salari, ma bisogna soprattutto smantellare le tutele costituzionali in favore dei lavoratori. Riforma Fornero e Jobs Act ne sono un esempio tangibile. Idem la Loi travail in Francia ed Hartz IV in Germania.

Ma non basta. Occorre creare una guerra tra poveri affinché il lavoratore, pur di lavorare e non morire di fame, accetti condizioni di lavoro schiavistiche e salari ridotti. E quale migliore occasione se non quella di far arrivare in Europa milioni di persone pronte alla manovalanza in grado di accettare 2-3 euro per ogni ora di lavoro? Gli italiani, a quel punto, invece di pretendere (giustamente) una paga dignitosa da 10-15 euro l’ora, dovranno ridimensionare le pretese avvicinandosi a quelle degli immigrati. In tal modo l’euro è salvo! E poco importa se la Costituzione sia totalmente smantellata! Ce lo chiede l’Europa!

La legge sullo Ius Soli, se approvata, concederebbe la cittadinanza a milioni di figli di immigrati nati nel nostro Paese, i quali, grazie all’ottenimento della cittadinanza, sarebbero italiani a tutti gli effetti. Quindi non vi sarebbe neppure un’eventuale rivendicazione italiani-stranieri: la lotta per la sopravvivenza sarebbe solo tra “italiani”, con la differenza di aver aumentato esponenzialmente il numero di poveri allo scopo di creare le perfette condizioni per una concorrenza spietata che miri alla riduzione dei salari e allo smantellamento delle garanzie costituzionali in favore dei lavoratori italiani. Ce lo chiede l’Europa! 

Karl Marx ne “Il Capitale” parlava di esercito industriale di riserva, cioè di quella enorme forza lavoro di manovalanza in grado di tutelare e salvaguardare gli interessi e le finalità del capitale a scapito delle retribuzioni e dei diritti fondamentali del lavoratore!

E’ pur vero che il “nostro” Ius Soli sarebbe temperato (quindi non uno Ius Soli puro), ma è altrettanto vero che – qualora approvato – incentiverebbe una guerra tra poveri a scapito non solo di quanto premesso, ma anche del benessere generale. Da Monti in poi, infatti, allo scopo di salvare l’euro, siamo costretti a vivere ogni giorno sotto il continuo attacco di ricette economiche criminali e neo-naziste!

Ad avallare il crimine, oltre ai nostri governanti illegittimi e ai giornalai di regime, ci sono anche i sedicenti intellettuali, cioè quegli scribacchini salariati a libro paga del capitale internazionale, che hanno avuto l’ardire di firmare addirittura un manifesto in favore della legge sullo Ius Soli. Esattamente come fecero contro il commissario Calabresi!

Il tutto per mano di un Parlamento eletto con meccanismi elettorali dichiarati incostituzionali e in grave alterazione del principio di rappresentatività democratica (Corte costituzionale, Sent. n. 1/2014; Corte di Cassazione, Sent. n. 8878/2014)!

Tuttavia, io preferisco ricordarmi delle parole di Sciascia: “se mi chiamano intellettuale, non mi volto“!

Svegliati popolo! Se non farai nulla, tra qualche anno sarai definitivamente schiavo! 

Giuseppe PALMA

 

Esco da “Riscossa Italia” e torno a fare ciò che so fare meglio: scrivere e divulgare per il bene del Paese e allo scopo di salvare la Costituzione (Giuseppe PALMA)

Ho iniziato la mia attività di scrittore e divulgatore culturale nel lontano 2010 (mentre tutti dormivano), quando, attraverso la letteratura e la storia del diritto moderno, denunciai scientificamente come la magistratura sia purtroppo in grado di attaccare – e in alcuni casi sostituire – governi democraticamente eletti (qualcuno ricorderà il mio libro “Il Fiore e la Lama“, giugno 2011). E nel 2012, prima degli altri, denunciai la nascita della nuova Aristocrazia Europea che prendeva il posto – dopo duecento anni – dell’Ancien Régime (alcuni ricorderanno il mio libro “La Rivoluzione francese e i giorni nostri. Dall’Ancien Régime alla nuova Aristocrazia Europea“, GDS, ottobre 2013, la cui stesura iniziava nel luglio 2012).

Da allora ho scritto ben venticinque libri: dal diritto costituzionale al diritto dell’Unione Europea, dalla storia moderna e contemporanea alla critica letteraria, dalla narrativa alla poesia.

Nel 2014 fui trai i primi scrittori italiani a denunciare – dopo Luciano Barra Caracciolo, Giuseppe Guarino, Paolo Maddalena e Paolo Barnard – i gravissimi aspetti di criticità esistenti nel rapporto tra Costituzione da un lato e Trattati europei/moneta unica dall’altro! Ricorderete a tal proposito il mio libro “Il male assoluto“, GDS, ottobre 2014, recensito positivamente da Barnard, che nuovamente ringrazio.

Nel gennaio 2015 mi telefonò il prof. Antonio Maria Rinaldi per chiedermi se volessi scrivere per il blog scenarieconomici.it. Con Antonio c’erano anche Marco Mori, Luigi Pecchioli, Fabio Lugano, Maurizio Gustinicchi, Luca Mussati, Giampaolo Atzori, Jean Sebastien Lucidi e tanti altri… una squadra che giunse a costruire – senza neppure un centesimo – un blog da circa dieci milioni di pagine viste ogni anno.

Il potere ci temeva. Ci leggeva. Ci rispettava!

Non c’era parlamentare della Repubblica che non consultava i nostri articoli. Eravamo diventati un punto di riferimento critico per l’intero Paese. E di questo ringrazio Antonio Maria Rinaldi. A lui devo il vasto pubblico di lettori che ho oggi!

Una volta un deputato di opposizione mi disse: <<Caro Palma, un parlamentare su tre legge sotto banco il Suo libro “Figli Destituenti”. Parecchi interventi in aula sono ripresi dal Suo libro>>.

Ma devo ringraziare una persona in particolare, che è il collega Marco Mori, il quale, cedendo a me alcune sue conferenze, ovvero chiedendo agli organizzatori di chiamare anche me insieme a lui (comprese alcune ospitate in TV), mi ha letteralmente regalato un ampio pubblico di lettori e veri propri fans. Se c’è una cosa che non appartiene a Marco, quella è proprio l’invidia! Generoso come pochi, sincero come nessuno!

Poi è arrivata la politica. Prima Alternativa per l’Italia e poi Riscossa Italia.

Ci sono tre motivi sui quali gli uomini rovinano i rapporti personali:

a) i soldi;

b) le donne;

c) la politica.

A noi ci ha fulminato la politica! Infatti è stata proprio la politica a rovinare – in un vortice senza ragione – i rapporti con Antonio Maria Rinaldi, anche se tra me e lui restano sinceri rapporti cordiali. Eravamo una famiglia. Ora siamo nulla più che semplici persone distanti… Ahi, quanto dolore e quante notti insonni… 

Ma per fortuna con Marco Mori abbiamo un solido rapporto di amicizia che va oltre la politica. Il nostro rapporto non sarà mai scalfito da questioni politiche. Si resta legati da un profondo sentimento di amicizia sincera e da un obiettivo comune: estirpare il crimine dell’euro e liberare il Paese dalle catene di Bruxelles e Francoforte!

Marco è come Robespierre: puro d’animo, autentico, incorruttibile e incapace di scendere a compromessi. Per lui esiste solo la rivoluzione! E per la rivoluzione sacrifica ogni cosa! Su questo, chapeau amico mio!

Io, invece, sono come Danton: pronto ad arrabbiarmi ma incapace di portare rancore, disponibile a trattare con chiunque – anche col nemico, se necessario – pur di raggiungere un nobile obiettivo comune allo scopo di ripristinare i principi inderogabili della Costituzione primigenia.

Ciò premesso, dopo le mie dimissioni da vice-segretario di “Riscossa Italia” rassegnate mercoledì 14 giugno per motivi personali, oggi – lunedì 19 giugno 2017 – rassegno le mie dimissioni anche da semplice membro del medesimo partito.

Torno a fare ciò che so fare meglio: scrivere libri ed articoli allo scopo di salvare il Paese e proteggere la nostra Costituzione!

Caro Marco, Ti aspetto in quello che sappiamo fare meglio e lì dove eri un vero campione, un autentico fuoriclasse senza eguali: la divulgazione scientifica e letteraria su temi come Costituzione, Unione Europea, Trattati europei, Euro! Il Paese ha ancora bisogno di noi! Ma come scrittori e divulgatori però! La politica, al momento, lasciamola stare. Ricordi Padova? Più di quattrocento persone in piedi ad applaudirci senza che avessimo mai avuto una minima comparizione televisiva! Ricordi Urbino? Persone fuori dalla porta perché erano finiti i posti a sedere! Arriverà il giorno che da Roma ci chiameranno – come tecnici – per contribuire a salvare il Paese. Tu, amico mio, a Genova hai fatto il possibile. Più di come Ti sei impegnato non potevi fare! Non hai nulla da rimproverarTi. Ora però, a mio modesto parere, devi tornare a fare divulgazione da indipendente! Questo è, ovviamente, solo un semplice consiglio da amico… è nella libera divulgazione scientifica e culturale la leva più efficace per salvare l’Italia!

Io torno a scrivere e a divulgare come ho sempre fatto, cioè con rigore scientifico ed onestà intellettuale, da uomo libero e indipendente!

Ma un appunto sul “fronte sovranista” me lo lascerete fare: tutte prime donne! Tutti che ritengono di essere più bravi degli altri! Tutti che si ritengono indispensabili! E no, cari amici combattenti! Il Paese non lo si libera facendo le prime donne! Il Paese lo liberiamo solo se ciascuno di noi rispetta l’altro per le sue competenze ed il suo valore! Il resto è pubblicità. Serve a un cazzo! E scusate il francesismo! 

Ma nutro ancora una speranza: la Rivoluzione francese nacque sotto un unico club, quello dei giacobini, che raccoglieva dal conte di Mirabeau a Robespierre, dall’abate di Sieyès a Brissot! Poi si divisero. E fu lì che la Rivoluzione inghiottì se stessa! Noi, invece, partiamo divisi in partenza. Per proprietà transitiva dovremmo unirci alla fine. E forse sarà proprio alla fine che, invece di inghiottire noi stessi, insieme – e sottolineo insieme – riusciremo a liberare il Paese! 

Un saluto ed un abbraccio sincero anche all’amico Luigi Pecchioli, uomo come pochi e di equilibrio invidiabile, alle senatrici Paola De Pin e Monica Casaletto, ai combattenti Caterina Betti, Tiziano Tanari, Filippo Altobelli (un ragazzo speciale ed unico), Valerio Palandri, Vittorio Banti, Giorgio Gaetani e tantissimi altri… Con ciascuno di voi realizzerò tutto quello che serve per liberare il Paese dalla schiavitù sovranazionale che l’opprime! Ma io lo farò da semplice scrittore e divulgatore culturale, libero e indipendente!

Un caro saluto e un abbraccio a tutti.

Giuseppe PALMA

 

 

“LA SOLITUDINE DI UNA GENERAZIONE SENZA LAVORO” – Raccolta di Poesie Sociali e dell’Essere sulla mancanza di lavoro (e-book di Giuseppe PALMA)

E’ uscito un mio nuovo libro. 

Trattasi di una raccolta in e-book di Poesie Sociali e dell’Essere circa la devastazione dell’animo umano a causa della mancanza di lavoro o della precarietà dello stesso: 

LA SOLITUDINE DI UNA GENERAZIONE SENZA LAVORO

Raccolta di Poesie Sociali e dell’Essere (come la crisi economica ha devastato l’animo umano)”

Autore: Giuseppe PALMA

Editore: Editrice GDS, giugno 2017

Formato: e-book; costo: € 0,99

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Scrivo Poesie dal 1996. E’ stata la mia prima passione.

Il pubblico mi conosce ormai come scrittore di testi soprattutto di diritto costituzionale e diritto dell’Unione Europea, o anche come divulgatore storico e letterario. Meno come narratore. Ma certamente in pochi, tranne i compagni dell’ “età mia nova” (cit. Leopardi), mi conoscono come poeta. Tuttavia, come talvolta uso affermare nelle mie conferenze, “io nasco poeta”.

Dopo aver scritto e pubblicato otto saggi e tre racconti con i quali ho denunciato e messo in evidenza – da un lato tecnicamente e dall’altro in narrativa – i gravi aspetti di criticità sia dei Trattati europei che dell’Euro, oltre che spiegare la Costituzione, i suoi principi fondamentali e il suo rapporto critico con i Trattati UE e la moneta unica, ecco che su questi temi arriva anche la Poesia.

Ho messo dunque in Versi le terribili conseguenze della crisi economica compiendo un viaggio profondo nella devastazione dell’animo umano a causa della mancanza di lavoro o della precarietà dello stesso…

In questo libretto raccolgo pertanto quattordici mie composizioni poetiche degli ultimi anni su temi sociali e sull’indagine introspettiva dell’animo umano in merito alle conseguenze della crisi economica e della mancanza di lavoro.

Il capitale internazionale, che ha nell’euro il suo più solido strumento di governo, impone salari bassi e comprime le garanzie contrattuali e di legge in favore del lavoratore, quindi reprime violentemente – fino ad esautorarne il senso – il principio fondamentale del lavoro sul quale si fonda la nostra Repubblica ai sensi del primo comma dell’art. 1 della Costituzione.

Il resto lo fa l’intellighenzia di casa nostra, la quale, vigliaccamente assoggettatasi all’establishment eurocratico, non solo avalla il corso criminale della restaurazione globalista, ma si spinge addirittura oltre arrivando a giustificare finanche il lavoro gratuito, smembrando e stuprando uno dei pilastri fondamentali sul quale trova fondamento la Repubblica italiana. Il lavoro, infatti, secondo quelle che furono le intenzioni dei nostri Padri Costituenti, costituisce sia strumento di dignitoso sostentamento per il lavoratore e per la sua famiglia, ma anche – e soprattutto – strumento di progresso sociale e di sviluppo della persona umana.

Su questo, gli articoli 1, 4, 35, 36, 37 e 38  della Costituzione sono chiarissimi.

Infine, per quanto riguarda la politica, questa – al pari degli intellettuali salariati e degli scribacchini di regime – altro non fa che eseguire acriticamente gli ordini provenienti dalla sovrastruttura europea e dal capitale internazionale, stuprando quotidianamente la sovranità popolare e tutti i principi inderogabili della Costituzione primigenia.

Finora ho spiegato la modernità Restauratrice attraverso la saggistica e la narrativa. Non potevo non farlo anche attraverso la Poesia.

Questo è il mio 25° libro.

Buona lettura.

 Giuseppe PALMA

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Chi volesse acquistare l’e-book:

Amazonhttps://www.amazon.it/solitudine-una-generazione-senza-lavoro-ebook/dp/B071KMZSSF/ref=sr_1_1?s=digital-text&ie=UTF8&qid=1497960348&sr=1-1&keywords=la+solitudine+di+una+generazione+senza+lavoro

Ibs: https://www.ibs.it/solitudine-di-generazione-senza-lavoro-ebook-giuseppe-palma/e/9788867826391?inventoryId=75904606

Libreria Universitaria: https://www.libreriauniversitaria.it/ebook/9788867826391/autore-giuseppe-palma/la-solitudine-di-una-generazione-senza-lavoro-e-book.htm

BookRepublic: https://www.bookrepublic.it/book/9788867826391-la-solitudine-di-una-generazione-senza-lavoro/

Nelle prossime ore verrà continuamente aggiornato l’elenco delle librerie on-line presso le quali sarà possibile acquistare l’e-book:

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Giuseppe PALMA

 

100.000 volte grazie! In appena quattro mesi abbiamo superato le centomila visualizzazioni!

In appena quattro mesi (il blog ha aperto i battenti il 14 febbraio di quest’anno) abbiamo superato le 100.000 visualizzazioni!

Grazie mille e continuate a seguirci! Insieme, ripristineremo i principi inderogabili della Costituzione del 1948!

Coloro che volessero regalare un contributo economico al blog e alla sua incessante attività divulgativa, seguano le istruzioni cliccando qui sotto:

Sostieni questo blog e contribuirai a salvare la Costituzione

Nuovamente grazie!

Avv. Giuseppe PALMA (fondatore e autore principale de lacostituzioneblog.com)

 

PD e 5STELLE fanno finta di litigare sulla legge elettorale solo per fottersi il vitalizio (di Giuseppe PALMA)

Scena. È solo scena quella imbastita nello squallido teatrino PD-5stelle sulla legge elettorale. Non può essere un emendamento sul Trentino-Alto-Adige (che il PD vorrebbe conservare quale feudo) per far cadere un vasto accordo sull’intera legge elettorale.

C’è qualcos’altro… Giorgio Napolitano ha certamente giocato un ruolo importante ponendo un freno all’accelerazione verso le elezioni anticipate (re Giorgio è pur sempre l’oracolo di Berlino), ma il motivo per cui è saltato tutto attiene probabilmente alla miseria umana. Il 15 settembre matura il vitalizio, quindi i nulla facenti di PD e 5stelle, che nella vita non hanno mestiere, hanno pensato “bene” di maturare quelle circa 900 euro mensili di vitalizio che scatteranno al compimento dei 60 anni…

Del resto, con le pensioni da fame che Bruxelles, Berlino e Francoforte hanno imposto al popolo italiano dopo 45 anni di contributi, 900 euro al mese per aver rovinato il Paese in appena 4 anni e mezzo sono una gratifica miracolosa che può non ricapitare mai più.

Un Parlamento di maiali (sono stati eletti col porcellum, quindi è giusto chiamarli maiali), frutto ed espressione di una legge elettorale dichiarata incostituzionale, non solo continua lo smantellamento della Costituzione e delle residue porzioni di sovranità nazionale, ma si permette di arrogarsi il diritto di non farci votare, come se questi maiali fossero legittimi rappresentanti del popolo o, peggio, proprietari delle Istituzioni.

E su questo il lettore deve aprire gli occhi.L’attuale composizione parlamentare è formata da deputati e senatori risultati eletti per effetto di meccanismi elettorali dichiarati incostituzionali dalla Consulta. La Corte costituzionale infatti, con Sentenza n. 1/2014, ha dichiarato l’incostituzionalità della legge n. 270/2005 (porcellum) sia nella parte in cui questa non prevedeva una soglia minima di voti oltre la quale avrebbe dovuto trovare applicazione il premio di maggioranza, sia nella parte in cui non consentiva all’elettore di esprimere le preferenze per i candidati.

Ciò premesso, l’attuale compagine parlamentare è fortemente delegittimata sia perché composta esclusivamente di nominati (tutti!), sia perché la maggioranza è formata da deputati e senatori risultati eletti per effetto di un premio di maggioranza che, stando alla pronuncia della Consulta, non avrebbe dovuto trovare applicazione! Ciononostante, i maiali (sempre perché eletti col porcellum) continuano ad arrogarsi il diritto di mantenere un seggio che non avrebbero mai e poi mai dovuto avere, persistendo nell’opera continua e ininterrotta di smantellamento dei diritti fondamentali!

E il 15 settembre, quale compenso per tale opera criminale, i maiali matureranno un discreto compenso. Quindi perché far sciogliere le Camere a luglio e votare a settembre? Fanculo alla legge elettorale, al popolo e alla Costituzione, e fottiamoci il vitalizio!

Vero, PD e 5stelle?

Giuseppe PALMA

 

Cari euroinomani, state “tranquilli”! Sarà ugualmente “HARD BREXIT”! Theresa May ha vinto le elezioni e formerà il Governo con gli unionisti irlandesi del Dup (di Giuseppe PALMA)

I giornalai di regime firmano editoriali farlocchi scrivendo che Theresa May ha perso le elezioni! Nei talk-show stessa musica: commentatori idioti, e a libro paga del capitale internazionale, fanno analisi pietose e in mala fede!

Sappiate che ciò che vi dicono è falso! Totalmente falso!

Certamente è svanito l’obiettivo del primo ministro britannico di ottenere quella solida maggioranza parlamentare che le avrebbe consentito un percorso più agevole nelle trattative con Bruxelles, ma da qui a dire che ha perso le elezioni ce ne vuole… bisogna proprio essere scribacchini al servizio della finanza internazionale per scrivere che Theresa May ha perso le elezioni!

I conservatori hanno ottenuto 318 seggi, mentre i laburisti 261, quindi lo scarto tra i due principali partiti britannici è di ben 57 seggi. Il vero sconfitto è invece il partito nazionale scozzese che ha ottenuto appena 35 seggi (21 in meno di quelli conquistati due anni fa), cioè quello che – tanto per intenderci – è sempre stato fortemente contrario alla Brexit, arrivando a minacciare la secessione qualora il Governo britannico avesse avviato le trattative di uscita dall’UE. Partito punito! Seggi quasi dimezzati!

Inoltre, nella sommatoria totale dei voti a livello nazionale (che per il sistema elettorale del Regno Unito non conta nulla perché vige un sistema maggioritario secco a turno unico), i Conservatori guidati da Theresa May hanno ottenuto addirittura il 42,4% dei voti (cioè il 5,5% in più rispetto al 2015 quando ottennero invece la maggioranza assoluta dei seggi), mentre i Laburisti di Jeremy Corbyn hanno ottenuto il 40%, in forte crescita di quasi dieci punti percentuali rispetto a due anni fa.

I Conservatori non ottengono quindi la maggioranza assoluta dei seggi, come nelle intenzioni della signora May, tuttavia vincono le elezioni sia in termini di attribuzione dei seggi, sia in termini di sommatoria dei voti popolari sull’intero territorio nazionale.

Ma i giornalai di regime scrivono che Theresa May ha perso. Sapete perché lo fanno? Per creare confusione sulla Brexit millantando all’opinione pubblica che il popolo si sarebbe pentito degli esiti referendari dello scorso 23 giugno. Nulla di più falso! A parte il fatto che Theresa May (che è quella della “hard Brexit“) non ha perso le elezioni ma le ha vinte (semmai non ha ottenuto la maggioranza assoluta dei seggi ma solo quella relativa, cioè otto seggi in meno di quella assoluta), si sappia che anche i laburisti sono – in parte – per la Brexit! Inoltre, il leader laburista Jeremy Corbyn, pur avendo lo scorso anno sostenuto il remain (come anche Theresa May, del resto), in campagna elettorale ha annunciato che – in caso di una vittoria dei laburisti – lui avrebbe avviato un ampio piano di nazionalizzazioni, quindi un progetto totalmente incompatibile con l’eventuale permanenza del Regno unito nell’Unione Europea. Sulla Brexit, infatti, Corbyn ha più volte espresso la sua intenzione di rispettare la decisione del popolo dello scorso 23 giugno, ma che avrebbe avviato le trattative di recesso in modo più morbido rispetto a quanto invece annunciato da Theresa May. Tutto qui! Ma i giornalai di regime ci raccontano ugualmente una “verità” che non esiste!

Tanto per “tranquillizzare” gli euroinomani tifosi circa la loro speranza di fermare la Brexit, si sappia che la signora May ha da poche ore ricevuto l’incarico dalla Regina di formare il nuovo Governo (e non poteva essere altrimenti, vista la vittoria elettorale), e lo farà con gli unionisti nord-irlandesi del Dup, una formazione politica fortemente euroscettica che ha ottenuto 10 seggi (due in più rispetto al 2015). La Camera dei Comuni è composta da 650 membri, quindi la maggioranza assoluta dei seggi è di 326. Se ai 318 scranni dei Conservatori si aggiungono i 10 seggi degli alleati del Dup, ecco che il primo ministro della hard brexit ha la maggioranza assoluta alla Camera dei Comuni!

Sarà dunque Brexit, miei cari euroinomani! Hard Brexit! Fatevene una ragione!

Giuseppe PALMA

 

Giuseppe PALMA per Marco MORI sindaco di Genova (breve intervista televisiva): sforare il patto di stabilità interno!

Genova, elezioni amministrative 2017

Propongo qui di seguito il VIDEO della breve intervista televisiva che ho rilasciato su “Primo Canale” sabato 3 giugno 2017. Temi: violazione del patto di stabilità interno e ripristino dei diritti fondamentali!

Giuseppe PALMA

Sono candidato al Consiglio comunale di Genova con la lista “Riscossa Italia“, per Marco MORI sindaco (elezioni amministrative 11 giugno 2017):

Giuseppe PALMA